Teatro Comunale di Bologna

Stagione 2026

Il calendario completo dell’ultima stagione prima del grande ritorno nella sede storica: Opera, Concerti, Danza e Accademia.

Scopri

Stagione 2027

La stagione 2027 del Teatro Comunale di Bologna segna il ritorno nella sede storica di Piazza Verdi dopo i lavori di restauro.

Scopri

Stagioni passate

Esplora l’archivio delle passate stagioni anno per anno e scopri i protagonisti che hanno calcato il palco del Comunale.

Scopri
Teatro Comunale di Bologna

Il Teatro

Alla scoperta di un luogo invisibile del cantiere.

Alla scoperta di un luogo invisibile del cantiere.

Alla scoperta di un luogo invisibile del cantiere.

Foto di Ivano Adversi

 

C’è un luogo del Teatro Comunale di Bologna nascosto agli occhi del pubblico: si trova sopra la volta della Sala Bibiena. A 198 giorni dalla riapertura del 14 febbraio 2027, è lì che batte il cuore del cantiere. Sul ponteggio montato a ridosso del plafone lavora Adele Galetti, direttrice di cantiere per l’impresa Leonardo, la ditta affidataria dei lavori di restauro: «Siamo sul ponteggio del plafone e sono in corso i lavori di restauro dei dipinti murali. Alle mie spalle ci sono le restauratrici che stanno lavorando». Il soffitto della sala è una macchina delicata e sorprendente: una struttura di centine lignee che sostiene l’arellato, rifinito con malte a gesso e intonachino a grassello di calce, su cui corrono i dipinti eseguiti a base calce con finiture a tempera. È la grande pagina decorativa ridipinta nel corso dell’Ottocento, da Giuseppe Badiali prima e poi, tra il 1863 e il 1866, da Luigi Busi e Luigi Samoggia, con le figure allegoriche disposte radialmente che gli spettatori del Comunale conoscono e ammirano guardando la grande volta della Sala. Prima di mettere mano a quelle superfici, però, esiste una fase di studio approfondito da parte di chi compie il restauro: «Per poter eseguire il lavoro c’è un momento fondamentale che sono le analisi: ci servono per capire la natura dell’opera e poter calibrare le successive fasi operative, come la pulitura e addirittura il ritocco», racconta Galetti. Il progetto prevede infatti una mappatura accurata del degrado e indagini mirate — in cantiere e in laboratorio — per leggere le diverse fasi esecutive e i restauri del passato.

 

Gli strumenti utilizzati sono quelli, delicatissimi, previsti dal progetto: una pulitura prevalentemente a secco, con pennelli a setola morbida e spugne speciali per i depositi di polvere e particellato, e impacchi con gel rigidi dove occorre rimuovere le alterazioni lasciate da vecchi interventi pittorici. Adesso la squadra è concentrata sulla pulitura, «che è per noi il momento più critico ma importante, perché ci consente di lavorare su piani diversi: una pulitura selettiva e funzionale, soprattutto, a far leggere la decorazione». Una buona pulitura, spiega ancora Galetti, permette di contenere il successivo lavoro di ritocco e di ottenere «un risultato omogeneo e leggibile delle decorazioni, che prima dell’intervento erano tutte un po’ annerite». Nelle parole della direttrice di cantiere c’è anche un senso di responsabilità che va oltre il ponteggio e l’intervento in sé: «Per noi questo progetto rappresenta sicuramente una sfida e un motivo di orgoglio. Siamo contenti di poter contribuire, con il nostro lavoro, a restituire il Teatro: un luogo simbolico e importante per la città».


Questo sito web utilizza solo cookie tecnici e funzionali, necessari per il suo funzionamento, per i quali non è necessario il consenso. I visitatori non vengono tracciati o profilati.

Cookie policy