Teatro Comunale di Bologna

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Il calendario completo dell’ultima stagione prima del grande ritorno nella sede storica: Opera, Concerti, Danza e Accademia.

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La stagione 2027 del Teatro Comunale di Bologna segna il ritorno nella sede storica di Piazza Verdi dopo i lavori di restauro.

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Teatro Comunale di Bologna

Opera

Trittico: Il Tabarro, Suor Angelica, Gianni Schicchi

, , , luglio 2024

Trittico: Il Tabarro, Suor Angelica, Gianni Schicchi

Personaggi e interpreti

  • Michele Franco Vassallo
  • Roberto Aronica Tenore Luigi Roberto Aronica
  • Tinca Xin Zhang
  • Talpa Luciano Leoni
  • Giorgetta Chiara Isotton
  • Frugola Cristina Melis
  • Un venditore di canzonette Marco Puggioni
  • Un amante Cristobal Campos
  • Una amante Tatiana Previati
  • Suor Angelica Chiara Isotton
  • La Zia Principessa Chiara Mogini
  • La Badessa Manuela Custer
  • La Suora Zelatrice Elena Borin
  • La Maestra delle Novizie Federica Giansanti
  • Suor Genovieffa Vittoriana De Amicis
  • Suor Osmina Maria Cenname
  • Suor Dolcina Mariapaola Di Carlo
  • La Suora Infermiera Laura Cherici
  • Prima Cercatrice Tatiana Previati
  • Seconda Cercatrice Hyeonsol Park
  • Le Converse Anna Grotto
  • Le Converse Federica Fiori
  • Una Novizia Laura Stella
  • Gianni Schicchi Roberto de Candia
  • Lauretta Darija Augustan
  • Zita Manuela Custer
  • Rinuccio Giorgio Misseri
  • Gherardo Xin Zhang
  • Nella Vittoriana De Amicis
  • Betto di Signa Luciano Leoni
  • Simone Mattia Denti
  • Marco Michele Patti
  • La Ciesca Laura Cherici
  • Maestro Spinelloccio Marco Gazzini
  • Ser Amantio di Nicolao Bryan Sala
  • Giulio Iermini Baritono Guccio Giulio Iermini
  • Pinellino Zhibin Zhang
  • Gherardino Agnesa Batrinac
  • Gherardino Michelle Lamieri

Coro

  • Coro Orchestra, Coro e Tecnici del TCBO
  • Maestro del coro Gea Garatti Ansini; Alhambra Superchi
  • Coro voci bianche Coro di Voci Bianche del TCBO

Team creativo

Luci
Daniele Naldi

Dettagli

Produzione
Nuovo allestimento del Teatro Comunale di Bologna in coproduzione con il Teatro Verdi di Trieste
Informazioni

Trittico, prima stazione. La tragedia e l’inferno. Non c’è speranza per l’umanità alla deriva sulle chiatte della Senna, brulicante di desideri e rimpianti. La matura Frugola sogna una casetta, un orto, il gatto; Giorgetta ripensa al (sob)borgo natìo e a venticinque anni ha già il cuore ferito dalla morte del figlioletto. Non è solo una Madame Bovary fra matrimonio sfiorito e nuove passioni; il fallimento del rapporto con Michele è anche in quel dolore che non si vuole nemmeno nominare. La Senna, come la vita, scorre inesorabile, cupa, trascina con sé i destini di chi ne abita le rive. Un pessimismo di stampo naturalista più che verista permea la prima opera del Trittico pucciniano e la musica assume un colore livido che l’avvicina all’espressionismo. Michele, deluso, si fa assassino dell’amante della moglie, compie la catastrofe di un mondo di sconfitti e la tensione culmina con la trasformazione dell’antico gesto d’affetto, l’abbraccio avvolti dal tabarro, nella scoperta del cadavere.

Trittico, seconda stazione. L’elegia, il purgatorio. Il tempo del chiostro è sospeso, è una serenità placida che brulica di simboli, rinunce, espiazioni. Suor Genovieffa, già pastorella, ha nostalgia degli agnellini; Suor Angelica serba in cuore la nostalgia del figlio che le è stato strappato dalla famiglia prima di essere costretta a prendere i voti. I parenti non potevano perdonarle un amore proibito e la Zia Principessa le fa visita solo per ottenere la rinuncia all’eredità. La crudeltà gelida del mondo infrange la pace artificiale dell’attesa: Angelica si intenerisce pensando alla sorellina, cerca notizie del figlio; la zia pensa solo a denaro e posizione, comunica secca che il bimbo è morto. La dolcezza irreale e immobile è infranta, la protagonista da vittima si fa padrona del suo destino forte della sapienza acquisita nell’erboristeria. Si avvelena, delira, si vede infine, morendo, accolta dalla Madonna e dal figlioletto. Infine, un’amara ambiguità: miracolo o allucinazione?

Trittico, terza stazione. La commedia, il paradiso. A dir la verità “questa bizzarria” getterà all’inferno il protagonista, ma, rispetto alla sentenza pronunciata nella Divina Commedia, l’opera di Puccini concede un’ottima attenuante all’astuto Schicchi: il parentado di Buoso Donati è un nido di avide vipere, si salva solo Rinuccio con il suo amore per Lauretta. Scornare i primi per garantire un futuro prospero ai secondi è un’ottima azione, anche se la truffa del falso testamento non solo può essere punita con esilio e taglio della mano a Firenze, ma quand’anche si sfugga alla giustizia umana non può scampare a quella ultraterrena. Puzza quindi di zolfo, la conclusione dell’Umana Commedia pucciniana, ma presenta anche, finalmente, una speranza, con una coppia giovane e felice che si oppone luminosa alla grettezza (“Avete torto!… Firenze è come un albero fiorito”) o al rigore (“O mio babbino caro”) dei parenti e infine intona sognante “Firenze da lontano | ci parve il Paradiso”.

Nei giorni di spettacolo sarà possibile accedere alla mostra monografica di Michele Lapini “Retroscena”. La mostra sarà aperta a partire da un’ora prima dell’inizio di ogni recita presso il Foyer del Comunale Nouveau.


Opera

Semele

23, 25 ottobre 2026

Teatro Auditorium Manzoni

Semele
Direttore
Giulio Prandi

Opera

Samson et Dalila

13, 15 novembre 2026

Teatro Auditorium Manzoni

Samson et Dalila
Direttore
Roberto Abbado

Opera

La straniera

22, 24 gennaio 2027

Teatro Auditorium Manzoni

La straniera
Direttore
Fabrizio Maria Carminati

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