Concerti
Dendievel, Bostridge
settembre 2024
Il concerto
- Musiche
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più autori
Direzione
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Direttore Martijn Dendievel
Solisti
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tenore Ian Bostridge
Programma
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Lieder da "Des Knaben Wunderhorn" per voce e orchestra
di Gustav Mahler
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Sinfonia in mi maggiore n. 7, WAB 107 (Cahis 13)
di Anton Bruckner
Date e biglietti
Date e turni
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Turno UnicoOre 20:30
Dettagli
- Informazioni
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Des Knaben Wundernhorn (“Il corno magico del fanciullo”) è un ciclo di poesie e canti popolari pubblicato in tre volumi dal 1805 al 1808 da Clemens Brentano e Achim von Arnim, che sviluppano vari temi, soprattutto amore, guerra e viaggi. In Germania fu una sorta di testo-base dell’identità nazionale letteraria, un libro che non mancava mai nelle case di lingua tedesca. Mahler la scoprì a casa del capitano Karl von Weber, nipote dell’omonimo compositore Carl Maria, “fondatore” del teatro tedesco ottocentesco, e ne rimase subito stregato. Complessivamente, tra il 1888 e il 1901, Mahler mise in musica circa due dozzine di canti dal “Corno meraviglioso”, alcuni dei quali confluiranno anche nella Terza e nella Quarta Sinfonia. Perché il compositore moravo ne fu così fatalmente attratto? Perché nel “Corno meraviglioso”, qui affidato al grande tenore inglese Ian Bostridge, convivono le tre fondamentali componenti del temperamento mahleriano: il senso del dramma, il senso del popolare e il senso del religioso.
Sinfonia in mi maggiore n. 7, WAB 107 (Cahis 13)«Non era mai capitato a nessun compositore di esser chiamato alla ribalta quattro o cinque volte dopo ciascun movimento. Bruckner è il nuovo idolo dei wagneriani». Questo scriveva Eduard Hanslick, grande sponsor di Johannes Brahms, dopo aver ascoltato a Vienna la Settima Sinfonia in Mi maggiore. Parole piene di stupore, pronunciate in un clima avvelenato, con i filowagneriani che sparavano su Brahms e i fìlobrahmsiani che se la prendevano con Bruckner. Pur nella sua consueta monumentalità architettonica, l’autore qui si abbandona a un’inattesa sensualità. Quando Luchino Visconti sceglie la “Settima” come indimenticabile colonna sonora del film “Senso” con Alida Valli coglie proprio questo lato sofferente e febbrile, quasi un tremore sottocutaneo, che però si scioglie in uno degli adagi più lunghi, struggenti e abbaglianti dell’Ottocento sinfonico. Ascoltare la Settima Sinfonia come opera a sé stante è un viaggio di sola andata in un’opera-mondo, un itinerario dello spirito sorvegliato da una musica che si erge alta, solida e misteriosa come un’antica cattedrale.
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