Concerti
Pietari Inkinen
febbraio 2024
Il concerto
- Musiche
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Direzione
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Direttore Pietari Inkinen
Solisti
Programma
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Concerto n. 1 per violoncello e orchestra in mi bemolle maggiore, op 107
di Šostakovič
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Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore, op. 100
di Prokof'ev
Date e biglietti
Date e turni
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Turno UnicoOre 20:30
Dettagli
- Informazioni
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Shostakovich compose il suo Primo Concerto per violoncello e orchestra nel 1959 in soli quaranta giorni, e lo dedicò al grande violoncellista Mstislav Rostropovic, cui lo legava un’intesa che non aveva bisogno di parole, come dimostra un famoso episodio risalente agli anni in cui i due musicisti vivevano nello stesso complesso residenziale. Un giorno Dmitrij, che solo da sei anni si era affrancato dall’ombra di Stalin ma non ancora dall’abbraccio soffocante del regime sovietico, telefonò al violoncellista: “Vieni da me, ho bisogno di parlare”. Mstislav si precipitò in casa e vide Shostakovic al tavolo della cucina, silenzioso. Restò così per un’ora. Dopodiché, all’improvviso, il compositore esclamò: “Grazie per essere passato”. Il Concerto n. 1 – vetta assoluta di virtuosismo ed espressività in questo genere – fu presentato a Rostropovic alla fine di settembre del 1959. In quattro giorni il violoncellista ne imparò a memoria ogni passaggio, presentandolo il 4 ottobre nella Sala Grande della Filarmonica di Leningrado, sotto la direzione di Evgenij Mravinskij. Due giorni dopo, il Concerto era già stato inciso in un memorabile disco diretto da Aleksandr Gauk.
“Un inno all’Uomo libero e felice, alle sue potenti forze, al suo spirito puro e nobile”. Così Sergej Prokof’ev descrisse la sua Quinta Sinfonia, conclusa in appena un mese di lavoro nell’estate 1944, nella casa a 300 chilometri da Mosca messa a disposizione dall’Unione dei Compositori Sovietici. Vi soggiornavano, oltre allo stesso Prokof’ev, anche i colleghi Khachaturian e Shostakovich, che furono dunque i primi ad ascoltare la Sinfonia nella versione pianistica. Il gesto graffiante, il rincorrersi di frammenti scaraventati in aria, l’umorismo grottesco: tutti i tratti più tipici della scrittura di Prokof’ev si ritrovano qui, in una sinfonia che grida in maniera lancinante e angosciata l’insensatezza della guerra, ma anche il senso di estraneità di fronte all’entusiasmo isterico delle parate militari. La prima esecuzione, il 13 gennaio 1945, avvenne in una Mosca che guardava con ottimismo all’imminente fine del conflitto. Appena due settimane dopo, l’Armata Rossa sarebbe entrata ad Auschwitz, scoprendo nuovi abissi di orrore.
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