Concerti
Yutaka Sado
febbraio 2025
Il concerto
- Musiche
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più autori
Direzione
Solisti
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violino Alexandra Conunova
Programma
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Concerto per violino e orchestra n. 3 in si minore, op. 61
di Camille Saint-Saëns
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Sinfonia n. 0 in re minore, "Die Nullte" WAB 100
di Anton Bruckner
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Ouverture, "Le Carnaval Romain"
di Hector Berlioz
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"Prèlude à l'après-midi d'un faune"
di Claude Debussy
Orchestra
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Orchestra Orchestra Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna
Date e biglietti
Date e turni
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Turno UnicoOre 20:30
Dettagli
- Informazioni
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Dietro ogni grande concerto per strumento solista c’è stato quasi sempre stato un grande virtuoso pronto a ispirare o a collaborare attivamente con il compositore. È il caso del Terzo Concerto per violino e orchestra di Camille Saint-Saëns, scritto nel 1880 per il talento smisurato di Pablo de Sarasate, noto per il suo magnetismo interpretativo, qui messo alla prova con soluzioni tecniche arditissime, al limite dell’incandescenza. Il calore esotico delle melodie gitane e andaluse, subito riconoscibili al primo ascolto, hanno consegnato questa pagina alle pietre miliari dei concerti per violino ottocenteschi e contribuito a elevare il compositore francese al rango di “favorito degli dèi”.
Il più poderoso sinfonista dai tempi di Beethoven e prima dell’avvento di Mahler. Questo fu Anton Bruckner, un caso unico nella storia della musica: figlio di un maestro elementare della provincia austriaca, conosciuto quasi esclusivamente come organista fino ai 50 anni, accettato come compositore verso i 60 e consacrato al successo solo negli ultimissimi anni di vita. Sotto il corpus delle sue Nove sinfonie giacciono due creature misteriose, la sinfonia “00” e la “0”, ascoltando le quali si può conoscere appieno una delle personalità più affascinanti del XIX secolo musicale. Ignote furono le ragioni che spinsero Bruckner a ripudiare questa sinfonia, privandola della numerazione progressiva e facendola retrocedere dietro la Prima. Ma in ogni caso anche la Sinfonia “0”, concepita nel 1869 ed eseguita postuma nel 1924, contiene già alcuni aspetti essenziali del linguaggio bruckneriano, fatto di forza espressiva, scatti improvvisi e possenti perorazioni.
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