Concerti
James Conlon
aprile 2025
Programma
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Da "Thamos, re d'Egitto", Intermezzi, K. 345
di Wolfgang Amadeus Mozart
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Da "Lucio Silla", Ouverture, K 135
di Wolfgang Amadeus Mozart
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Sinfonia n.2 in re maggiore, op. 73
di Johannes Brahms
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Ouverture, "Le Carnaval Romain"
di Hector Berlioz
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"Prèlude à l'après-midi d'un faune"
di Claude Debussy
Date e biglietti
Date e turni
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Turno UnicoOre 20:30
Dettagli
- Informazioni
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Nel 1773 il diciassettenne Mozart incontrò Emanuel Schikaneder, futuro librettista del Flauto Magico, attore carismatico, che convinse il giovane compositore a scrivere un’opera sul soggetto di Tobias Philipp von Gebler, una vicenda dell’antico Egitto incentrata sulla bontà di Thamos, figlio dell’usurpatore Rameses. La composizione, ormai di rarissima esecuzione, oltre ai tre cori prevede cinque brani strumentali, che mostrano già una modernità straordinaria, presaga delle future conquiste di “Idomeneo”.
Il sedicenne Mozart aveva lasciato Bologna da un paio d’anni quando il 26 dicembre 1772 presentò al Teatro Regio Ducale di Milano il dramma “Lucio Silla”, sulle vicende del dittatore e militare romano vissuto un secolo prima di Cristo. Con questa terza e più ambiziosa opera (che seguiva “Ascanio in Alba” e “Mitridate, re di Ponto”) Mozart concluse con successo la sua attività sui palcoscenici italiani, dimostrando di essere ormai un genio anche del teatro musicale. “Lucio Silla” restò in cartellone per ben venticinque rappresentazioni.
Per scrivere e licenziare la sua prima sinfonia Brahms aveva aspettato di compiere 43 anni. Molto più breve e spontanea la genesi della sua Seconda Sinfonia, scritta quasi di getto nell’estate del 1877, durante i sempre proficui periodi di vacanze trascorsi in Carinzia, «un terreno vergine, dove aleggiano così tante melodie che bisogna stare attenti a non calpestarne qualcuna», la descrisse il compositore amburghese. Se la Prima era stata additata dalla critica come “La Decima” di Beethoven, nel segno della continuità con il grande maestro del genere, la Seconda fu soprannominata “l’ultima Sinfonia di Schubert”, per il suo spirito marcatamente melodico e cantabile. Definizioni a parte, il Wörthersee della Carinzia portò bene a Brahms, che l’anno dopo, sempre sullo sfondo di quei paesaggi austriaci, compose il suo leggendario Concerto per violino.
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